TONI E MARIA

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Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantanoi ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. (E. Montale, I limoni)

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Come ogni anno gli amici dell'associazione La Malcontenta (nella foto il gruppo al gran completo; e qui voglio ringraziare, fra tutti, gli amici Luigino - impareggiabile cuoco; Gino e Toni) organizzano nel teatro della Parrocchia di Sant Ilario una rassegna teatrale di tutto rispetto, dove il "tutto esaurito" è la norma.
Si tratta di teatro amatoriale ma con compagnie che spesso rasentano la professionalità, impegnate in testi poco noti del teatro. Gli spettacoli iniziano alle 16,30 ma consiglio di presentarsi con largo anticipo giacché, come è capitato l'anno scorso, già mezz'ora prima dell'inizio c'era il tutto esaurito.
Domenica pomeriggio si comincia con una compagnia che ho già incontrato e che apprezzo davvero molto, la Tarvisium teatro.
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C'avranno pure messo anni in più del previsto. Sarà pure costato il doppio di quanto inizialmente ipotizzato. E però nei giorni scorsi quando sono andato a Venezia, sono rimasto incantato: il ponte di Calatrava, oggi Ponte della Costituzione, non è solo un bel ponte. E' semplicemente magnifico nella sua essenzialità, nella nitidezza delle linee, nella apparente semplicità del disegno. Ma non solo. E' magnifico per il contrasto che ne ricavi tra le antiche vestigia della Serenissima Repubblica e questa struttura in acciaio, vetro e pietra d'Istria. Spesso quando visito le mie amate città d'arte mi trovo a chiedermi: e adesso? Voglio dire: sembra che tutto sia già stato inventato, sembra che in questa epoca di modernità nessuno riesca più a raggiungere quei canoni estetici del bello che era costante e prassi comune nelle strutture architettoniche del passato. Così ti vien spontaneo chiederti se le moderne architetture sopravivranno al tempo come le Chiese, i Palazzi, le piazze dei secoli andati. Perché, a pensarci bene, fine ultimo dell'architettura è proprio questo: lasciare, al futuro, testimonianze di un presente che diverrà passato. Prima prossimo poi sempre più remoto. Certo: immagino che con questi modelli, non sia affatto facile - oggi - progettare strutture architettoniche belle. Perché alla fine o rischi la scopiazzatura (che senso ha, ad esempio, progettare oggi un edificio residenziale che assomiglia ad una villa del '500? ancora: siete mai andati a visitare una Chiesa moderna?) o, per discostarti dal modello, osare talmente tanto da rasentare la bruttura. Ecco perché quando, invece, mi trovo di fronte a strutture che coniugano bello e modernità ne rimango sempre molto affascinato. Confesso, ad esempio, che a me Jesolo non piace. Proprio per niente. E però quando ci passo rimango sempre colpito dall'architettura di Piazza Mazzini (opera di Richard Meier) e dalla costruenda torre di 90 metri opera dell'architetto Carlos Ferrater. E certo non dimentico mai di sostare di fronte alle opere di Kenzo Tange cui la città affidò addirittura l'elaborazione del Master Plan. Ecco perché quel ponte è importante. Perché rimarrà nei secoli testimone incontrastato del nostro tempo che sarà pure pieno di malanni ma, a volte, riesce ancora a sorprendere.
Che la forza sia con voi e... A s'udëi!!!
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Immagino molti di voi sappiano che l'espressione mezzibusti (ad indicare i telegiornalisti) fu coniata per la prima volta da Sergio Saviane, di cui - domenica - ricorderemo il settimo anno dalla morte. Saviane era giornalista (se mi si passa il termine) "spietato", nel senso che era fustigatore dei malcostumi di questa nostra società. Basti ricordare i suoi corsivi pubblicati ne Il male , periodico di cui ho letto di seconda mano per ragioni prettamente anagrafiche (cessa le sue pubblicazioni nel 1982, quand'io avevo 15 anni) oppure gli editoriali pubblicati da L'Espresso. Ma Saviane va ricordato anche per i suoi libri ed in particolare per uno, I misteri di Alleghe : libro - inchiesta su una serie di omicidi che iniziano nel 1933 quando Emma Da Ventura - cameriera dell'Albergo Centrale di Alleghe - venne trovata morta, proseguono con l'omicidio della moglie del figlio del proprietario dell'albergo e terminano nel 1946 con l'assassinio dei coniugi Dal Monego. Quattro omicidi "risolti" anche grazie alla inchiesta di Saviane. Di più non vi dico perché voglio invitarvi a leggere il libro. Ne parlo per tre motivi. Il primo è per ricordare proprio l'anniversario della morte di Sergio che ho conosciuto quando era editorialista dei quotidiani FINEGIL cui apparteneva anche quello al quale collaboravo. Il secondo motivo è che, ogni qual volta, passo da Alleghe non posso non ricordare come questo bellissimo paese abbia conosciuto una simile vicenda. Il terzo è per consigliarvi un altro libro (niente paura ma se domenica andate al mare....) sempre sullo stesso argomento. E a scriverlo è un altro giornalista che ho avuto l'onore di avere come caposervizio nello stesso quotidiano ove lavorava Saviane. Ne ho già parlato in altri post, si tratta di Toni Sirena (figlio della giornalista de L'Unità) Tina Merlin. Toni ha dato alla stampa il suo I delitti di Alleghe. Le verità oscurate (Cierre edizioni, 393 pp, 16 euro) che individua in un altro personaggio (rimasto sullo sfondo nella inchiesta di Saviane) quale probabile autore di questa catena di omicidi.
Lasciatemi fare la battuta, ok?
Che la forza sia con voi... da chi "politicamente è un signor nessuno" (guai se qualcuno obietta "solo politicamente???")
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Su gentile segnalazione dell'amico Carlo Presotto (direttore artistico del Teatro di Villa dei Leoni, attore, autore, docente universitario; tra pochi giorni impegnato al Teatro Festival Italia di Napoli) cliccando sul video qui sopra, vi regalo alcuni minuti di Strada Carrara, lo spettacolo di Titino Carrara (regia di Laura Curino; entrambi tra i protagonisti della stagione teatrale 2007/2008) con cui abbiamo festeggiato la serata di premiazione di Raixe in scarsea. Amo il Teatro. Lo amo profondamente. Tanto da ricordare persino il primo spettacolo visto, Il Faust di Goethe, nel 1987, al Teatro Verdi di Padova grazie alla illuminante presenza - nella mia vita di liceale - di un docente di Letteratura Italiana di cui ho già scritto. Il Teatro è mondo a parte, luogo ove la fantasia regna sovrana; specchio della vita di ciascuno: si ride e si piange, si pigliano pugni allo stomaco che fan maledettamente male ma anche carezze lievi come brezza estiva e baci dolci come il miele. Il Teatro ha un linguaggio tutto suo ("settoriale" lo definirebbe il buon Gian Luigi Beccaria) che aggiunge fascino al fascino. A volte mi capita di arrivare nel nostro Teatro prima dell'inizio dello spettacolo. Ed ogni volta mi assale una emozione nel sentire il responsabile dire Facciamo sala (a dir la verità, proprio in occasione della serata di premiazione di Raixe in scarsea, mi son tolto la soddisfazione di pronunciarla io...). Che poi significa, sostanzialmente, far entrare in Teatro il pubblico. E allora mi ritrovo a scrutare quei volti di persone che - in quel momento - sento quasi fossero ospiti a casa mia...E mi chiedo se lo spettacolo gli piacerà, se all'uscita avranno gli occhi rossi di lacrime e le mani che brucian dagli applausi...se han provato emozione, se han voglia di stringere chiunque abbiano nel loro cuore...perché il Teatro è amore.
Ho avuto pure la fortuna di seguire, la carriera teatrale di una mia amica, Marta Paola Richeldi. Una ragazza di Martellago che, col suo diploma in ragioneria, aveva iniziato a lavorare in banca. Ricordo le lunghe lettere che ci scambiavamo e la forza con cui la spingevo a realizzare i propri sogni. Poi, come spesso accade, ci siamo persi di vista. Salvo, dopo qualche anno, ricevere una sua lettera ove mi raccontava di esser diventata allieva di Luca Ronconi e della sua scuola di Teatro. Oggi è valentissima attrice teatrale (in ispecie di teatro impegnato si sarebbe detto un tempo) e cinematografica (compare nel Casanova di Lasse Halstrom). E' da tanto tempo che ci siam persi di vista. E però ne ho seguito tutte le recensioni, gli spettacoli, le iniziative. Che la forza sia con te amica mia...
Tutto questo per dirvi che tra domani, giovedi, e venerdi vi presenterò la stagione teatrale estiva ricca di sorprese.
Che la forza sia con voi....
Ok, ok....sto esagerando ma a voi non mancano questi cartoni? A me sì....sai: è tutta invidia quando si è impotenti di fronte alla originalità e alla forza di una persona come te (mail ricevuta stamani, grazie...davvero)
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